201406.05
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DISTACCO DEI LAVORATORI NEL AMBITO DI PRESTAZIONE DI SERVIZI NEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA

Dal adesione della Croazia all’Unione europea gli imprenditori e lavoratori croati hanno il diritto di utilizzare le libertà fondamentali del mercato unico europeo, cioè la libertà fondamentale di circolazione dei servizi e di circolazione delle persone in tutto il territorio dell’Unione europea. In pratica, tuttavia, si porge la domanda come inviare il lavoratore a svolgere un lavoro specifico all’estero per il suo datore di lavoro. Il distacco dei lavoratori è regolato dalla Legge sul Lavoro e delle norme giuridiche dell’Unione europea.

Un datore di lavoro può distaccare un lavoratore in occasione di una prestazione di servizi transnazionale in base a un contratto di cooperazione professionale che ha concluso con un imprenditore estero. Ad esempio, in base al contratto per l’esecuzione dei lavori di costruzione all’estero, gli lavoratori impiegati dal datore di lavoro croato, possono essere inviati a lavorare in un sito di costruzione all’estero. Il contratto di cooperazione professionale in base al quale verrà distaccato il lavoratore deve specificare i diritti e gli obblighi reciproci e definire i lavori di cui esecuzione è conclusa.

Il contratto di lavoro con il dipendente che sarà distaccato per lavorare all’estero, in aggiunta alle classiche disposizioni contrattuali, deve includere anche le disposizioni speciali per questo tipo di rapporto lavorativo, previste dalle disposizioni della Legge sul Lavoro. È essenziale che il datore di lavoro concluda un specifico contratto di lavoro o una conferma scritta del contratto di lavoro stipulato con tutti i lavoratori che saranno distaccati per lavorare all’estero, prima di lasciare lo Stato, specificando tutte le disposizioni obbligatorie.

Questo significa che, quando i lavoratori si inviano a lavorare all’estero, loro non lavorano per il datore di lavoro estero, ma svolgono i compiti imposti dal datore di lavoro croato, che questo ha assunto col contratto di cooperazione professionale. Il datore di lavoro croato è obbligato al pagamento dei salari e dei tutti gli altri benefici al lavoratore.

L’invio dei lavoratori nei paesi dell’Unione europea è regolato dalla Direttiva 96/71 in materia di distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, che determina i diritti in relazione ai quali il lavoratore è soggetto alla legislazione dello Stato d’invio o dello Stato di occupazione. Va sottolineato in particolare che i lavoratori che eseguono lavori sonno soggetti alla legge dello stato di occupazione in relazione a:

  1. tariffe minime salariali
  2. periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo,
  3. durata minima delle ferie annuali retribuite,
  4. condizioni di cessione temporanea dei lavoratori,
  5. sicurezza, salute e igiene sul lavoro,
  6. provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani,
  7. parità di trattamento fra uomo e donna nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione.

Nei casi in cui il lavoratore è distaccato, è possibile richiedere che il lavoratore resta assoggettato alla legislazione dello Stato di Croazia in materia di sicurezza sociale per un periodo fino a 24 mesi (ed eccezionalmente fino a 5 anni), che per i datori di lavoro croati di solito significa un notevole risparmio. La richiesta per il permesso del pagamento delle prestazioni sociali in Croazia viene inviata all’Istituto Croato per l’assicurazione pensionistica. Per la richiesta a essere approvata, il datore di lavoro deve provare vi esercita abitualmente le sue attività nello Stato di Croazia e che il datore di lavoro che chiede un distacco sia realmente il datore di lavoro dei lavoratori interessati al distacco.

Prima di inviare i lavoratori all’estero, è necessario ottenere anche la tessera sanitaria europea dall’Istituto Croato per l’assicurazione salute per dipendenti distaccati presso l’Unione europea, come il documento con il quale essi utilizzo l’assistenza sanitaria nei stati dell’Unione europea. Per il rilascio della tessera sanitaria europea, il datore di lavoro non è obbligato a versare il contributo per il caso dell’uso di assistenza sanitaria all’estero.