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IMPORTAZIONI NELLA REPUBBLICA DI CROAZIA DA ALTRI PAESI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA

Da 01 luglio 2013. l’acquisizione di beni provenienti da altri Stati membri dell’Unione Europea è considerata “acquisto beni nell’Unione europea”, e non più “l’importazione dei beni“. Dato che dall’accesso all’UE sono state abolite le frontiere fiscali, l’acquisizione di beni all’interno dell’Unione europea, non è più sotto la giurisdizione dell’amministrazione doganale, ma l’amministrazione fiscale.

Nel’ambito delle importazioni da altri paesi membri, è necessario distinguere due situazioni; la prima quando il contribuente dell’imposta sul valore aggiunto è un importatore nazionale e l’altra quando è un importatore estero.

Gli importatori Croati, contribuenti dell’imposta sul valore aggiunto, che superano il limite d’acquisizioni di 77.000 HRK, sono obbligati ad ottenere il numero d’identificazione fiscale-codice fiscale. La struttura del codice fiscale è “HR OIB”, OIB essendo il numero di identificazione personale in Croazia. L’amministrazione fiscale emette il codice fiscale entro otto giorni dalla corretta compilazione della domanda.

Dal momento dell’assegnazione del codice fiscale, il contribuente è tenuto a presentare mensilmente la dichiarazione IVA e la dichiarazione d’acquisizione dei beni e servizi ricevuti da altri Stati membri dell’UE. Queste dichiarazioni devono essere presentate entro il giorno 20 del mese, per il mese precedente. La dichiarazione d’acquisizione dei beni e servizi ricevuti da altri Stati membri dell’UE deve essere presentata solo nel mese in cui l’acquisizione è stata realizzata. Nella dichiarazione IVA il contribuente ha il diritto a detrarre le imposte calcolate. Ciò significa che non si effettua il pagamento fisico del valore aggiunto, che migliora significativamente la liquidità dei contribuenti.

Gli importatori che iniziano a svolgere la loro attività e vogliono che questo sistema si applichi su di loro nel stesso anno fiscale in cui hanno iniziato con le attività, possono richiedere l’iscrizione nel registro dell’imposta sul valore aggiunto  dall’amministrazione fiscale, nel momento delle prime attività imprenditoriali, ma non più tardi dalla prima importazione imponibile. Nel caso che il contribuente croato non ha il codice fiscale, il fornitore di beni provenienti da altri Stati membri è obbligato a calcolare l’imposta sul valore aggiunto sulla sua fattura, in conformità con le normative del stato membro proveniente.

Gli importatori degli Stati membri dell’UE sono tenuti a ad ottenere il numero di identificazione personale e il codice fiscale, se forniscono beni e servizi imponibili nella Repubblica di Croazia o se superano il limite di consegna che ammonta a 270.000 HRK. I contribuenti stranieri possono anche rinunciare al limite di consegna e pagare l’imposta sul valore aggiunto in Croazia. I contribuenti degli Stati membri dell’Unione europea a quali è stato assegnato il codice fiscale, sono tenuti a presentare la dichiarazione IVA dal momento d’assegnazione. I moduli fiscali dei contribuenti stranieri si presentano al dipartimento di rimborso IVA per i contribuenti stranieri, l’Amministrazione Fiscale a Zagabria.