201602.03
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INTERFERENZA CON IL POSSESSO

Secondo la legge sulla proprietà e altri diritti reali qualsiasi persona che abbia il potere effettivo su una cosa / diritto o soltanto una parte di una cosa / diritto è il suo possessore. Diverse persone che hanno il possesso della stessa cosa o diritto sono co-possessori. Il possesso si ottiene quando l’acquirente stabilisce il suo potere effettivo su una cosa. Potere effettivo su una cosa vuol dire capacità di esercitare qualsiasi tipo di potere su una cosa ma un contatto fisico costante non deve essere presente. Ad esempio, non c’è bisogno di essere costantemente in un appartamento che abbiamo in possesso. Possesso non si perde se il possessore temporaneamente non è in grado di effettuare un effettivo controllo sulle cose.

Il possesso è legittimo se il possessore ha un fondamento giuridico valido per il possesso (il diritto al possesso). Il possesso è veritiera se non è stato ottenuto con con la violenza, clandestinamente o senza il titolo di precario, o abusando la fiducia di qualcuno. Il possesso è giusto se al momento dell’acquisto il possessore non sapeva e tenendo conto delle circostanze non ha avuto alcun motivo di sospettare che egli non aveva il diritto di tale possesso. Il possesso è ritenuto giusto fino a prova contraria. Correttezza del possesso quindi dipende se il possessore sapeva o sospettava che egli non aveva il diritto di tale possesso.

È vietato il possesso arbitrario; indipendentemente dalla natura del possesso. Qualsiasi persona che disturba possesso dal possessore contro la sua volontà o che interferisce con il suo possesso si considera arbitrariamente intrusione del suo possesso, per esempio cambiare le serrature della porta d’ingresso. Il diritto di proteggere il proprio possesso termina alla scadenza del termine di trenta giorni dal giorno in cui la parte il cui possesso è stato intruso scopre l’atto di interversione e l’autore, e al più tardi un anno dopo la data in cui l’intrusione ha cominciato. Il diritto di proteggere il proprio possesso è esercitato sia in una procedura speciale davanti al tribunale o con l’autotutela. Procedure speciali davanti al tribunale è una procedura per l’interversione del possesso, vale a dire reclamare contro le interferenze con il possesso. Il tribunale si estende questo tipo di protezione in uno speciale procedimento sommario (procedura per l’intrusione del possesso), basato sulla più recente stato di possessione e intrusione, a prescindere dal diritto di possesso, la base giuridica e l’equità del possessore.

Corte determina l’atto di interversione del possesso, ordina il ripristino del possesso al momento di intrusione, e proibisce l’intrusione tale o simile in futuro.

Qualsiasi persona che ha il diritto di proteggere suo possesso può proteggerlo anche con la forza contro la persona che ha tolto suo possesso arbitrariamente o contro la persona che lo ha sconvolto. Si tratta di una reazione con la quale il possessore difende suo possesso, ma dovrebbe prestare attenzione a non superare i limiti consentiti con l’autotutela.

Condizioni seguenti devono essere soddisfatte:

– Il possesso è arbitrario intruso

– autotutela è effettuata entro il termine di trenta giorni ossia un anno dopo

– Se ciò è necessario perché la protezione tribunale sarebbe troppo tardi

– Il pericolo è immediata

– Persona che protegge il suo possesso non si applica forza maggiore di quanto richiesto, secondo le circostanze, al fine di proteggere il suo possesso (l’autotutela).

L’obiettivo della tutela giurisdizionale e autotutela è il ristabilimento della frazione come al tempo di intrusione. Va sottolineato che il possesso è sostanziale dalla proprietà. Uno può essere un possessore e altro proprietario della stessa cosa. Di conseguenza, la proprietà è determinato in procedimenti speciali.