201403.18
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ISTITUTO DELL’AFFIDAMENTO IN CROAZIA

In Croazia, l’istituto dell’affidamento è regolato dal diritto familiare, che lo definisce come forma di tutela dei minori privi delle cure parentali, adulti non autoinsufficienti e delle persone che per altri motivi non sono in grado di proteggere i loro diritti e interessi. L’affidato – la persona sotto tutela quindi può essere un minore o un adulto.

La tutela dei minori è introdotta al fine di sostituire le cure parentali, mentre la tutela degli adulti assicura la protezione dei diritti della personalità, costituendo l’assistenza, cura e riabilitamento per autosostenimento e lavoro, sia la tutela dei diritti e degli interessi patrimoniali.

I lavori di affidamento sono nella giurisdizione del Centro per la tutela sociale (che opera all’interno del Ministero delle politiche sociali e della gioventù), i curatori e custodi speciali. In quest’articolo presenteremo il quadro giuridico dell’Istituto di affidamento.

Nel 2012 in Croazia 0,37% della popolazione è stata privata della capacità giuridica, dalla quale 88% completamente e 12% parzialmente.

AFFIDAMENTO DI ADULTI DISABILI

Gli adulti che sono posti sotto la tutela, sono persone le quali il Tribunale ha privato della capacità giuridica parzialmente o in intero. Nel procedimento stragiudiziale, il Tribunale priva di capacità giuridica le persone che per disturbi mentali o altre ragioni sono incapaci a prendere cura dei propri bisogni, diritti e interessi o rappresentano la minaccia ai diritti e gli interessi degli altri. Prima alla decisione il giudice è obbligato a richiedere la perizia medica sullo stato di salute della persona per la quale è intentato il procedimento per la privazione della capacità giuridica.

Nel corso del procedimento per la privazione della capacità giuridica il Centro per la tutela sociale nomina il custode speciale alla persona soggetta al controllo.

Il Centro per la tutela sociale nomina il custode all’affidato entro trenta giorni dalla definitività della sentenza. Quando la persona è parzialmente privata della capacità giuridica, il tribunale stabilisce le misure, le azioni e le attività che l’affidato non è in grado di svolgere autonomamente (ad esempio, disporre con l’immobile). L’affidato sarà in grado di svolgere autonomamente tutte le attività che non le sono vietati.

Se la persona priva della capacità giuridica ha i genitori che sono d’accordo e in grado di prendersi cura del figlio adulto, il Centro per la tutela sociale emette la decisione dell’affidamento dei figli maggiorenni ai parenti.

Su richiesta del Centro per la tutela sociale il medico presenta il parere professionale sullo stato di salute dell’affidato, riguarda il motivo per la privazione della capacità giuridica.

La cessazione dell’affidamento, cioè dell’affidamento dei figli maggiorenni ai parenti è valida dopo la definitività della sentenza del ritorno della capacità giuridica. Va notato, tuttavia, che il numero di tali casi è trascurabile.

L’AFFIDAMENTO PER I CASI SPECIALI

Il diritto familiare prevede l’istituto dell’affidamento per i casi speciali, al fine di proteggere i diritti e gli interessi personali e patrimoniali individuali. Così, per esempio, il Centro per la tutela sociale nomina il curatore speciale al bambino in caso delle dispute legali in cui gli interessi del bambino e dei genitori sonno in conflitto o quando il bambino che è un cittadino straniero, che si trova sul territorio croato senza il tutore legale.

Il curatore speciale è nominato anche per la persona adulta (dal Centro per la tutela sociale):

– per la quale è stato intentato il procedimento per la privazione della capacità giuridica

– per la quale è sconosciuto il soggiorno per almeno tre mesi o non è disponibile e non ha nominato un procuratore,

– in caso delle dispute legali o affari legali, quando esiste il conflitto dei suoi interessi e gli interessi del suo curatore, relativo o coniuge,

– che hanno lo stesso curatore, in caso delle dispute legali o affari legali, quando i loro interessi sono in conflitto,

– in altri casi quando è necessario proteggere i diritti e gli interessi dell’affidato.

È comune la nomina del curatore speciale nei procedimenti legali che sono stati avviati di fronte i tribunali o altri organi amministrativi, quando una delle parti nel presente procedimento è la persona per la quale è sconosciuto il soggiorno per almeno tre mesi o non è disponibile e non ha nominato un procuratore. In quel caso il Centro per la tutela sociale nomina il curatore speciale dopo la notifica del tribunale o dell’organo amministrativo dinanzi al quale il procedimento è intentato.

Sotto certe condizioni il curatore speciale può essere nominato anche direttamente dal Tribunale o dell’organo amministrativo che conduce il procedimento. Il Tribunale, cioè l’organo amministrativo è obbligato a informare immediatamente il Centro per la tutela sociale della nomina.

In caso di controversie tra i minorenni affidati a terzi per l’assistenza e l’educazione e il Centro per la tutela sociale, il tribunale, nel procedimento stragiudiziale per la tutela dei diritti e interessi dell’affidato gli nominerà il curatore speciale e determinerà l’ambito delle sue competenze.

Nella decisione sulla nomina di un curatore speciale, deve essere determinato l’ambito delle sue competenze e dei suoi doveri. I diritti ei doveri del curatore speciale cessano quando la decisione sulla cessazione della tutela diventa definitiva.

LA PERSONA DEL CURATORE

Il diritto familiare distingue l’affidamento diretto, svolto dal dipendente del Centro per la tutela sociale e l’affidamento indiretto, svolto da una persona fisica, nominata come curatore in base alla decisione sulla nomina.

Come curatore può essere nominata la persona che possiede certe qualità e capacità per svolgere i lavori che le sono stati affidati e che accettata la nomina. Non esistono ostacoli per la nomina di una persona come curatore di più affidati, se questi non hanno interessi contrari.

Gli ostacoli per la nomina del curatore prescritti dal diritto famigliare:

– la persona è stata privata della potestà genitoriale,

– la persona è stata privata della capacità giuridica,

– gli interessi della persona sono contrari con gli interessi dell’affidato,

– la persona per la quale dal suo comportamento e le sue caratteristiche o relazioni con l’affidato, si può concludere che non sarà capace di svolgere adeguatamente le funzioni del curatore,

– la persona con la quale l’affidato ha concluso il Contratto di vitalizio assistenziale,

– la persona con la quale il coniuge dell’affidato ha concluso il Contratto di vitalizio assistenziale.

In Croazia non è prescritta una formazione specifica per svolgere le funzioni del curatore. Regolarmente, i dipendenti del Centro per la tutela sociale sono avvocati, assistenti sociali, psicologi e altre persone che per le loro conoscenze professionali sono generalmente adatte per svolgere le funzioni del curatore. Tuttavia, In pratica è evidente la necessità di una formazione continua dei dipendenti del Centro per la tutela sociale e dei curatori che non sono professionisti.

Il compenso delle persone che svolgono i doveri del curatore è simbolico e ammonta all’importo mensile di 100,00. Quando come tutore è nominato un avvocato, lui è intitolato al compenso che ammonta al 50% della retribuzione prevista dalla Tariffa degli Avvocati.

Il controllo del rapporto tra i curatori e gli affidati è nell’ambito del Centro per la tutela sociale. Il curatore è obbligato a notificare il Centro ogni sei mesi o a domanda delle sue attività e dello stato del patrimonio dell’affidato. Se il curatore è obbligato a sostenere l’affidato, tale notifica deve essere presentata annualmente o a richiesta del Centro. Inoltre, un dipendente professionale del Centro deve visitare l’affidato almeno due volte l’anno o a richiesta del curatore o dell’affidato è redigere entro otto giorni il rapporto riguardo alla visita.

Naturalmente, è previsto esplicitamente che il curatore deve prendersi consapevolmente cura della persona, dei diritti e degli obblighi e del benessere dell’affidato e gestire il suo patrimonio. Il ruolo del curatore è di rappresentare l’affidato, ma anche di eseguire autonomamente la gestione ordinaria del suo patrimonio, se la decisione sulla nomina del Centro per la tutela sociale non prevede differentemente.

Tuttavia, per le decisioni importanti riguardo alla persona, lo stato personale o la salute dell’affidato, la decisione del curatore deve essere sottoposta al controllo aggiuntivo del Centro per la tutela sociale, che in questi casi deve dare la propria approvazione. Senza l’approvazione del Centro il curatore non può disporre o gravare i beni immobili, vendere i mobili di grande valore o disporre con altri diritti di proprietà dell’affidato.

Il curatore è responsabile per il danno causato svolgendo le funzioni affidategli. In questo caso, il Centro per la tutela sociale determina l’importo dei danni e presenta la richiesta al Tribunale per l’assicurazione del credito dell’affidato sul patrimonio del curatore. Se il curatore non compensa il danno nel periodo determinato, il Centro intenta la causa legale per il risarcimento dei danni direttamente o tramite il procuratore nominato.

Al curatore non è consentito di stipulate i contratti con se stesso o il suo coniuge in nome dell’affidato, senza l’approvazione del Centro. La conseguenza giuridica se tali sono stipulati e la loro inefficacia e l’obbligo di risarcimento degli eventuali danni.

Il curatore può essere ritenuto penalmente responsabile per violazione dei suoi doveri. Il codice penale prevede il reato di abuso di fiducia, che consiste in abuso di autorità legale o contrattuale nel rappresentare gli interessi di proprietà di altri soggetti con il conseguente provoco dei danni alla persona rappresentata. Se tale reato è commesso da un curatore, si tratta del reato qualificato con la sentenza di condanna a pena detentiva da sei mesi a cinque anni.

LA PROCURA PER LA PROPRIA FUTURA INCAPACITÀ

Il sistema giuridico croato non riconosce ancora l’istituto della procura anticipata per la propria incapacità futura, corrispondente al concetto tedesco di “Vorsorgevollmacht”. Tuttavia, l’Istituto è stato incluso nella proposta della nuova Legge sulla famiglia, che entrerà in vigore durante il 2014. Secondo questa proposta la persona potrà stipulare l’atto che le consente di nominare un’altra persona come suo tutore nel caso di propria futura incapacità giuridica. È previsto che tale atto dovrà essere stipulato come un atto notarile. L’attuale proposta prevede che il Centro per la tutela sociale formalmente nomina tale curatore speciale dopo la determinazione che soddisfi i requisiti per lo svolgimento delle attività del curatore.