201410.01
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ISTITUTO DELL’AFFIDAMENTO IN CROAZIA

In Croazia, l’istituto dell’affidamento è regolato dal diritto familiare, che lo definisce come forma di tutela dei minori privi delle cure parentali, adulti non autoinsufficienti e delle persone che per altri motivi non sono in grado di proteggere i loro diritti e interessi. L’affidato – la persona sotto tutela, quindi può essere un minore o un adulto.

La tutela dei minori è introdotta al fine di sostituire le cure parentali, mentre la tutela degli adulti assicura la protezione dei diritti della personalità, costituendo l’assistenza, cura e riabilitamento per autosostenimento e lavoro, sia la tutela dei diritti e degli interessi patrimoniali.

I lavori di affidamento sono nella giurisdizione del Centro per la tutela sociale (che opera all’interno del Ministero delle politiche sociali e della gioventù), i curatori e custodi speciali. In quest’articolo presenteremo il quadro giuridico dell’Istituto di affidamento.

Nel 2012 in Croazia 0,37% della popolazione è stata privata della capacità giuridica, dalla quale 88% completamente e 12% parzialmente.

AFFIDAMENTO DI ADULTI DISABILI

Gli adulti che sono posti sotto la tutela, sono persone le quali il Tribunale ha privato della capacità giuridica parzialmente o in intero. Nel procedimento stragiudiziale, il Tribunale priva di capacità giuridica le persone che per disturbi mentali o altre ragioni sono incapaci a prendere cura dei propri bisogni, diritti e interessi o rappresentano la minaccia ai diritti e gli interessi degli altri. Prima alla decisione il giudice è obbligato a richiedere la perizia medica sullo stato di salute della persona per la quale è intentato il procedimento per la privazione della capacità giuridica.

Nel corso del procedimento per la privazione della capacità giuridica il Centro per la tutela sociale nomina il custode speciale alla persona soggetta al controllo.

Il Centro per la tutela sociale nomina il custode all’affidato entro trenta giorni dalla definitività della sentenza. Quando la persona è parzialmente privata della capacità giuridica, il tribunale stabilisce le misure, le azioni e le attività che l’affidato non è in grado di svolgere autonomamente (ad esempio, disporre con l’immobile). L’affidato sarà in grado di svolgere autonomamente tutte le attività che non le sono vietati.

Se la persona priva della capacità giuridica ha i genitori che sono d’accordo e in grado di prendersi cura del figlio adulto, il Centro per la tutela sociale emette la decisione dell’affidamento dei figli maggiorenni ai parenti.

Su richiesta del Centro per la tutela sociale il medico presenta il parere professionale sullo stato di salute dell’affidato, riguardo il motivo per la privazione della capacità giuridica.

La cessazione dell’affidamento, cioè dell’affidamento dei figli maggiorenni ai parenti è valida dopo la definitività della sentenza del ritorno della capacità giuridica. Va notato, tuttavia, che il numero di tali casi è trascurabile.

L’AFFIDAMENTO PER I CASI SPECIALI

Il diritto familiare prevede l’istituto dell’affidamento per i casi speciali, al fine di proteggere i diritti e gli interessi personali e patrimoniali individuali. Così, per esempio, il Centro per la tutela sociale nomina il curatore speciale al bambino in caso delle dispute legali in cui gli interessi del bambino e dei genitori sonno in conflitto o quando il bambino che è un cittadino straniero, che si trova sul territorio croato senza il tutore legale.

Il curatore speciale è nominato anche per la persona adulta (dal Centro per la tutela sociale):

– per la quale è stato intentato il procedimento per la privazione della capacità giuridica

– per la quale è sconosciuto il soggiorno per almeno tre mesi o non è disponibile e non ha nominato un procuratore,

– in caso delle dispute legali o affari legali, quando esiste il conflitto dei suoi interessi e gli interessi del suo curatore, relativo o coniuge,

– che hanno lo stesso curatore, in caso delle dispute legali o affari legali, quando i loro interessi sono in conflitto,

– in altri casi quando è necessario proteggere i diritti e gli interessi dell’affidato.

È comune la nomina del curatore speciale nei procedimenti legali che sono stati avviati di fronte i tribunali o altri organi amministrativi, quando una delle parti nel presente procedimento è la persona per la quale è sconosciuto il soggiorno per almeno tre mesi o non è disponibile e non ha nominato un procuratore. In quel caso il Centro per la tutela sociale nomina il curatore speciale dopo la notifica del tribunale o dell’organo amministrativo dinanzi al quale il procedimento è intentato.

Sotto certe condizioni il curatore speciale può essere nominato anche direttamente dal Tribunale o dell’organo amministrativo che conduce il procedimento. Il Tribunale, cioè l’organo amministrativo è obbligato a informare immediatamente il Centro per la tutela sociale della nomina.

In caso di controversie tra i minorenni affidati ai terzi per l’assistenza e l’educazione e il Centro per la tutela sociale, il tribunale, nel procedimento stragiudiziale per la tutela dei diritti e interessi dell’affidato gli nominerà il curatore speciale e determinerà l’ambito delle sue competenze.

Nella decisione sulla nomina di un curatore speciale, deve essere determinato l’ambito delle sue competenze e dei suoi doveri. I diritti ei doveri del curatore speciale cessano quando la decisione sulla cessazione della tutela diventa definitiva.

LA PERSONA DEL CURATORE

Il diritto familiare distingue l’affidamento diretto, svolto dal dipendente del Centro per la tutela sociale e l’affidamento indiretto, svolto da una persona fisica, nominata come curatore in base alla decisione sulla nomina.

Come curatore può essere nominata la persona che possiede certe qualità e capacità per svolgere i lavori che le sono stati affidati e che accettata la nomina. Non esistono ostacoli per la nomina di una persona come curatore di più affidati, se questi non hanno interessi contrari.

Gli ostacoli per la nomina del curatore prescritti dal diritto famigliare esistono se:

– la persona è stata privata della potestà genitoriale,

– la persona è stata privata della capacità giuridica,

– gli interessi della persona sono contrari con gli interessi dell’affidato,

– la persona per la quale dal suo comportamento e le sue caratteristiche o relazioni con l’affidato, si può concludere che non sarà capace di svolgere adeguatamente le funzioni del curatore,

– la persona con la quale l’affidato ha concluso il Contratto di vitalizio assistenziale,

– la persona con la quale il coniuge dell’affidato ha concluso il Contratto di vitalizio assistenziale.

In Croazia non è prescritta una formazione specifica per svolgere le funzioni del curatore. Regolarmente, i dipendenti del Centro per la tutela sociale sono avvocati, assistenti sociali, psicologi e altre persone che per le loro conoscenze professionali sono generalmente adatte per svolgere le funzioni del curatore. Tuttavia, In pratica è evidente la necessità di una formazione continua dei dipendenti del Centro per la tutela sociale e dei curatori che non sono professionisti.

Il compenso delle persone che svolgono i doveri del curatore è simbolico e ammonta all’importo mensile di 100,00. Quando come tutore è nominato un avvocato, lui è intitolato al compenso che ammonta al 50% della retribuzione prevista dalla Tariffa degli Avvocati.

Il controllo del rapporto tra i curatori e gli affidati è nell’ambito del Centro per la tutela sociale. Il curatore è obbligato a notificare il Centro ogni sei mesi o a domanda delle sue attività e dello stato del patrimonio dell’affidato. Se il curatore è obbligato a sostenere l’affidato, tale notifica deve essere presentata annualmente o a richiesta del Centro. Inoltre, un dipendente professionale del Centro deve visitare l’affidato almeno due volte l’anno o a richiesta del curatore o dell’affidato è redigere entro otto giorni il rapporto riguardo alla visita.

DIRITTI E OBBLIGHI DEL CURATORE

Il curatore deve principalmente prendersi consapevolmente cura della persona, dei diritti e degli obblighi e del benessere dell’affidato e gestire il suo patrimonio. Il ruolo del curatore è di rappresentare l’affidato, ma anche di eseguire autonomamente la gestione ordinaria del suo patrimonio, se la decisione sulla nomina del Centro per la tutela sociale non prevede differentemente.

Tuttavia, per le decisioni importanti riguardo alla persona, lo stato personale o la salute dell’affidato, la decisione del curatore deve essere sottoposta al controllo aggiuntivo del Centro per la tutela sociale, che in questi casi deve dare la propria approvazione. Tale decisione importante è considerata, per esempio, la questione del alloggio nella casa di cura e di custodia, in una famiglia affidataria, cambio di residenza, la decisione sulle procedure mediche invasive, ecc.

Senza l’approvazione del Centro il curatore non può disporre o gravare i beni immobili, vendere i mobili di grande valore o disporre con altri diritti di proprietà dell’affidato. In regola, il curatore non potrà gravare o disporre con più di due terzi del valore totale del patrimonio dell’affidato. Altrettante, il curatore può firmare il contratto di assistenza vitalizio o il contratto di assistenza fino alla morte, in nome e per conto dell’affidato, soltanto con la previa approvazione del Centro per la tutela sociale.

Soltanto l’affidato può prendere certe decisioni come:

– riconoscimento di paternità

– consenso al riconoscimento di paternità

– consenso al matrimonio

– consenso al divorzio

– consenso per entrare in una comunità di vita con una persona di sesso diverso o dello stesso sesso e della cessazione di questa comunità

– consenso all’adozione

– altre decisioni riguardanti lo stato strettamente personale.

Inoltre, la legge stabilisce che le questioni riguardo la salute dell’affidato possono decise solo da un giudice, su mozione dell’affidato o del curatore. Così, il tribunale in un procedimento speciale, emette la delibera riguardo:

– l’interruzione di gravidanza

– la sterilizzazione

– donazione di tessuti e organi

– partecipazione nella ricerca biomedica

– misure per il mantenimento in vita.

La responsabilità del curatore per i danni

Il curatore è responsabile per il danno causato svolgendo le funzioni affidategli. In questo caso, il Centro per la tutela sociale determina l’importo dei danni e presenta la richiesta al Tribunale per l’assicurazione del credito dell’affidato sul patrimonio del curatore. Se il curatore non compensa il danno nel periodo determinato, il Centro intenta la causa legale per il risarcimento dei danni direttamente o tramite il procuratore nominato.

Al curatore non è consentito di stipulate i contratti con se stesso o il suo coniuge in nome dell’affidato, senza l’approvazione del Centro. La conseguenza giuridica se tali sono stipulati e la loro inefficacia e l’obbligo di risarcimento degli eventuali danni.

Il curatore può essere ritenuto penalmente responsabile per violazione dei suoi doveri. Il codice penale prevede il reato di abuso di fiducia, che consiste in abuso di autorità legale o contrattuale nel rappresentare gli interessi di proprietà di altri soggetti con il conseguente provoco dei danni alla persona rappresentata. Se tale reato è commesso da un curatore, si tratta del reato qualificato con la sentenza di condanna a pena detentiva da sei mesi a cinque anni.

DICHIARAZIONE ANTICIPATA PER LA PROPRIA FUTURA INCAPACITÀ

La nuova Legge familiare del luglio 2014. per prima volta è riconosciuto nel sistema giuridico Croato l’istituto della dichiarazione anticipata per la propria incapacità futura, corrispondente al concetto tedesco di “Vorsorgevollmacht”. Questo consente a una persona di stendere una dichiarazione anticipata in forma dell’atto notarile, nella quale nomina un’altra persona come suo tutore nel caso di propria futura incapacità giuridica. Se dovesse essere intentato il procedimento giuridico per la privazione della capacità giuridica di tale persona, Centro per la tutela sociale nomina il curatore speciale in base alla dichiarazione anticipata, se il curatore soddisfa i requisiti per lo svolgimento delle attività del curatore.

Durante il procedimento giudiziale per la cessazione della capacità giuridica, il curatore nominato rappresenta la persona che lo ha nominato nella dichiarazione anticipata.

Pertanto, la dichiarazione anticipata è soltanto la base per la nomina del curatore da parte del Centro per la tutela sociale, dopo il conducimento del procedimento giudiziale per la privazione della capacità giuridica e la delibera passata in giudicato della privazione della capacità giuridica.

Forma e contenuto

La forma e il contenuto della dichiarazione anticipata sono previsti nel regolamento del Ministero delle politiche sociali. Tale atto deve essere stipulato come un atto notarile e comprendere:

– i dati del datore della dichiarazione (nome, numero personale d’identificazione, data e posto di nascita, posto di soggiorno e residenza);

– dichiarazione con la quale il datore della dichiarazione nomina il curatore per caso di propria incapacità giuridica futura;

– dichiarazione con la quale il datore della dichiarazione accetta la nomina del curatore;

– i dati del curatore nominato (nome, numero personale d’identificazione, data e posto di nascita, posto di soggiorno e residenza e il contatto).

Il notaio pubblico che partecipa nella stesura della dichiarazione anticipata è obbligato a consegnare la dichiarazione al Centro per la tutela sociale competente in base al posto di soggiorno o residenza del datore della dichiarazione, e il Centro è obbligato a tenere l’evidenza delle dichiarazioni anticipate.

La dichiarazione anticipata può essere revocata in qualsiasi momento nella forma e nel modo nei quali era data, cioè nella forma di un atto notarile. Anche la copia della revoca si consegna al Centro per la tutela sociale.

Rispetto della vera volontà del procuratore

Al fine di garantire il rispetto della vera volontà del datore della dichiarazione anticipata in merito del curatore nominato e dei suoi diritti e obblighi, la legge prevede la forma obbligatoria di un atto notarile. La procedura di redazione di un atto notarile è descritta nella Legge sulla professione notarile: nella redazione di tale atto notarile il notaio pubblico deve, se possibile, esaminare se le parti sono in grado e autorizzate ad intraprendere e concludere l’affare legale, spiegare alle parti il significato e le conseguenze dell’affare legale e convincersi della loro volontà vera e seria. Il notaio pubblico stenderà in scritto le dichiarazioni delle parti in un modo chiaro e specifico, leggerà quello che ha scritto alle parti e ponendo domande dirette deve venire alla convinzione che il contenuto dell’atto notarile corrisponde alla volontà delle parti.

Poteri del curatore

Il contenuto delle autorità del curatore nominato, non è espressamente menzionato nella legge o nel regolamento, pertanto al procuratore è consentito di autorizzare il curatore desiderato a svolgere tutti i doveri prescritti per il curatore nominato in una procedura ordinaria. Il curatore può essere autorizzato a rappresentare l’affidato, prendersi la cura di lui, i suoi diritti, doveri e il benessere dell’affidato nonché gestire il suo patrimonio. Anche nel caso del curatore nominato si applicano tutte le restrizioni legali riguardo le decisioni sui diritti e gli obblighi dell’affidato.

Revoca

La legge familiare prevede la possibilità di revocare la dichiarazione anticipata soltanto da parte dell’emittente. Non è quindi prevista la revoca della procura da parte di un ente governativo statale o dal Centro per la tutela sociale. Tuttavia, se si dimostrasse che un curatore nominato in base a una dichiarazione anticipata, svolge i suoi compiti negligentemente o compromette gli interessi dell’affidato, vi è un obbligo giuridico del Centro per la tutela sociale di annullare i diritti del curatore. Il Centro ha questa autorità anche se ritiene che sarebbe migliore per l’affidato di nominarli un altro curatore. In caso di annullamento della custodia, il Centro per la tutela sociale deve nominare un nuovo tutore all’affidato, senza indugio.

Supervisione

I meccanismi di supervisione in materia di dichiarazione anticipata sono il controllo del notaio pubblico durante la redazione della dichiarazione, che deve verificare la vera volontà delle parti e la capacità delle parti di dare una tale dichiarazione, e successivamente il controllo del Centro per la tutela sociale che verifica se la persona nominata soddisfa i requisiti di legge per essere nominata curatore prima di emettere la nomina.

Il riconoscimento di un’estera dichiarazione anticipata in Croazia

Ai sensi della Legge sulla risoluzione dei conflitti di leggi con normative di altri paesi in talune relazioni, le decisioni dei tribunali e altri enti dello stato stranieri, relative allo stato personale di un cittadino del tale stato, sono riconosciute nella Repubblica di Croazia senza specifica revisione giuridica. La stessa legge stabilisce che allo stabilimento o la cessazione della custodia e per altre relazioni tra il custode e l’affidato è applicabile la legge del paese di nazionalità dell’affidato. Da queste disposizioni è possibile concludere che una dichiarazione anticipata di un cittadino tedesco, valida nella Repubblica di Germania dovrebbe essere riconosciuta in Croazia, perché l’istituto in Germania non prevede nessun decisione aggiuntiva del tribunale o di un altro ente dello stato.

Ma, se la dichiarazione anticipata dovesse essere data in Germania da un cittadino croato residente in Germania, la legge prevede la competenza esclusiva delle autorità croate, a meno che le stesse autorità concludono che l’ente che ha emesso la decisione in Germania ha adottato le misure adatte per garantire la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini croati.

Dato che l’istituto della dichiarazione anticipata è appena intramesso nella legislazione croata, la pratica dimostrerà se le autorità competenti consentiranno l’applicazione diretta delle dichiarazioni anticipate straniere e rappresentazione dell’affidato negli affari giuridici in base a tale dichiarazione nei procedimenti legali in Croazia o se il Centro per la tutela sociale svolgerà la procedura di nomina formale del curatore in base alla decisione anticipata straniera. Siamo di opinione che la nomina formale in base alla decisione anticipata straniera faciliterebbe notevolmente lo svolgimento di attività nei affari legali e la dimostrazione di validità della nomina in ogni procedimento giudiziale nel quale il curatore appare come rappresentante dell’affidato.