201211.23
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LA DISSOLUZIONE DELLA COMPROPRIETÀ

Regolarmente, dopo un procedimento ereditario, gli eredi legittimi diventano comproprietari degli immobili ereditati, che possono essere diversi terreni, case o appartamenti. Per poter valorizzare la sua eredità, come per esempio cambiare, affittare o vendere, l’erede deve essere il proprietario della proprietà intera (1/1). Pertanto, i comproprietari possono tentare di dividere la terra o la casa accordamente, in modo che ogni comproprietario acquisisce la sua parte intera del immobile. Tuttavia, se non è possibile raggiungere un accordo di questo tipo tra i partecipanti, ciascuno di loro ha il diritto di chiedere al giudice di pronunciare la divisione della proprietà comune.

In questo procedimento il tribunale può dividere la comproprietà per divisione fisica, rimborso o divisione civile. La divisione fisica (naturale o geometrica) della terra viene effettuata solo se è possibile dividere la particella catastale in modo che ogni comproprietario acquisisce una particella nuova in proporzione alla sua parte. Divisione fisica di un edificio viene effettuata se è possibile dividere l’edificio nel modo di creare più parti utilizzabili indipendenti (ad esempio, in modo che ogni unità ha il proprio ingresso dalla strada pubblica, il bagno e la cucina).

La possibilità successiva è quella di sciogliere la comproprietà in modo che un co-proprietario acquisisce l’immobile intero, rimborsando gli altri comproprietari in base alle loro parti comproprietarie. Comproprietari che possiedono almeno 9/10 dell’immobile hanno sempre la possibilità di dissolvere la comproprietà rimborsando gli altri comproprietari.

Quando la corte determina che non è possibile sciogliere la comproprietà per divisione fisica, il giudice deve eseguire la procedura di divisione civile, in modo che l’immobile in questione è venduto in un asta pubblica o in un altro modo adeguato, e la quantità acquisita in tale vendita è suddivisa tra gli comproprietari in base alle loro parti di comproprietà. Il valore degli immobili in comproprietà deve essere determinato dall’amministrazione fiscale o il perito del tribunale. Dopo questa constatazione il giudice fissa l’udienza per l’asta pubblica per vendere l’immobile. Sulla prima asta l’immobile può essere venduto per minimamente 2/3 del valore stimato, e sulla seconda asta fino a 1/3 del valore stimato.