201212.10
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LE MODIFICHE E COMPLEMENTAZIONI DELLA LEGGE SUL PROCESSO CIVILE

Le modifiche e complementazioni della Legge sul processo civile, da maggio 2011, si riferiscono al ritiro della petizione, interruzione del procedimento, accomodamento giudiziale, audio registrazione dell’udienza, introduzione della sentenza, ricorso contro la sentenza, revisione e l’ordine di pagamento.

Si introduce la possibilità del ritiro della petizione anche dopo la conclusione dell’udienza, ma solo con l’accordo esplicito della parte convenuta, fino al passaggio in giudicato della sentenza con quale finisce il processo di primo grado. Se la petizione è ritirata prima che il giudice di primo grado ha raggiunto il giudizio cioè prima che la sentenza è, per motivo di ricorso, delegata al giudice d’appello, il giudice di primo grado stabilisce il ritiro della petizione. D’altra parte, se la petizione viene ritirata nel corso del processo d’appello, il giudice di primo grado invia con urgenza la comunicazione alla corte d’appello, a meno che il giudice d’appello ha già raggiunto la sentenza. In tale caso, il giudice d’appello annulla la sentenza del primo grado.

Le modifiche e complementazioni della Legge accelerano il processo civile, tra l’altro ampliando i poteri del tribunale. Così ad esempio, è stato determinato che nei procedimenti di valore insignificante il ricorso non sospende l’esecuzione della sentenza.

L’accomodamento giudiziale può essere concluso, non solo durante l’intero processo civile, ma anche nel corso del processo d’appello, fino a quando la corte d’appello raggiunge la sentenza.

Cambiamenti più importanti si riferiscono alla revisione. Revisione regolare contro la sentenza in secondo grado può essere presentata se il valore della controversia sia superiore di 200.000,00 kn, cioè di 500.000,00 kn nelle controversie commerciali a differenza di 100.000,00 kn precedentemente. Nel caso di una controversia di lavoro, è permessa la revisione indipendentemente dal fatto se la controversia era iniziata dal lavoratore o il datore di lavoro (in precedenza la revisione era consentita solo se il lavoratore ha presentato la controversia). Tuttavia, in caso di una controversia di lavoro di valore insignificante, la revisione è consentita solo se la corte d’appello lo ha stabilito nella sentenza.

Nei casi in cui le parti, in base alla Legge sul processo civile, non possono presentare la richiesta di revisione, la stessa è ancora possibile in alcuni casi – se la decisione dipende dalla risoluzione della questione sostanziale o procedurale importante per l’applicazione della legge unificata e l’uguaglianza dell’applicazione della legge.

In questa revisione, la parte deve indicare la questione giuridica preso quale la revisione è depositata, nonché le altre norme valide e fonti del diritto applicabili a questa domanda. Il partito deve anche indicare i motivi per cui ritiene che tale questione è importante per garantire l’applicazione della legge unificata e l’uguaglianza dell’applicazione della legge.

È limitato il ripetuto annullamento con rinvio della controversia a un nuovo processo nelle controversie di lavoro e le controversie commerciali, in modo che il giudice d’appello può annullare la sentenza con il rinvio al giudice di primo grado solo una volta. Tuttavia, se il giudice d’appello ritiene che è necesario annullare la sentenza e rinviare la controversia al giudice di primo grado un’altra volta, la legge consente al giudice d’appello di condurre personalmente il processo con l’applicazione delle disposizioni sul processo di primo grado. In tale caso la revisione è sempre consentita.