201410.09
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OPTANTI E IL LORO PATRIMONIO

Dopo che la seconda guerra mondiale era terminata e che era firmato il Trattato di pace tra l’ex Jugoslavia e l’Italia nel 1947, è incominciata l’emigrazione di masse dai territori sotto la sovranità dell’ex Jugoslavia (Istria, Fiume e parte della Dalmazia). Dette emigrazioni avvenivano in tre modi: tramite le opzioni, la revoca della cittadinanza e l’emigrazione clandestina, il che costituisce la differenza tra i termini “optanti” e „esuli“.

Agli optanti è data la possibilità di scegliere tra due cittadinanze, mantenendo in fine la cittadinanza italiana, e tutti gli altri diritti civili, tra cui il diritto al risarcimento per la loro proprietà, mentre gli esuli non hanno avuto questi diritti.

La proprietà degli optanti è riconosciuta come un istituto legale dal 1947, e nella pratica giudiziale e amministrativa la questione del risarcimento per tali beni è soggetto di molte procedure.

La proprietà degli optanti è la proprietà che, al momento di conclusione del Trattato di pace con l’Italia, il 15. settembre 1947 era di proprietà dei cittadini italiani, i cosiddetti optanti (che hanno dato la dichiarazione opzionale di conservare la cittadinanza italiana).

Il Trattato concluso prevede che il patrimonio dei cittadini italiani, che hanno optato per la cittadinanza italiana e hanno trasferito in Italia, che si trova nelle zone annesse, rimane nella loro proprietà, e che può essere venduto alle stesse condizioni come il patrimonio dei cittadini degli Stati successori (punto 10 dell’Annesso al Trattato ).

Optanti potevano disporre con il loro patrimonio senza limiti fino al 23 dicembre 1950, quando era concluso a Roma l’accordato tra l’ex Jugoslavia e l’Italia, nel quale il governo jugoslavo si è impegnato ad acquistare tutti i beni dai proprietari optanti, ora cittadini della Repubblica d’Italia, che li vogliono vendere.

Tutti gli optanti che hanno dato la dichiarazione che vogliono vendere la loro proprietà da quel momento non sono più in grado di cambiare lo status giuridico di questa proprietà – proprietà degli optanti.

Con ulteriori accordi conclusi tra l’ex Jugoslavia e l’Italia il 18 dicembre 1954 (Gazzetta Ufficiale FNRJ, Appendice n 2 del 01.02.1956.g.) tutti gli immobili per quali gli optanti hanno espresso la voglia di vendita sono stati trasformati in patrimonio sociale, mentre il patrimonio dei optanti che non hanno espresso la voglia di vendita, è stato sottoposto al provvedimento che vieta la disposizione libera con tali beni.

Lo stato della proprietà degli optanti libera viene risolto mediante l’Accordo sull’applicazione dell’Accordo del 18 dicembre 1954 (Gazzetta Ufficiale FNRJ, Contratto internazionale n 8/65), quando la proprietà degli optanti, eccetto gli immobili numerati nell’Appendice “A” dell’Accordo che rimasero di proprietà dei optanti in accordo con la legislazione jugoslava, venne trasformata in patrimonio sociale dal momento di conclusione del Accordo del 1954, mentre il governo jugoslavo si impegno a dare la compensazione finanziaria al governo italiano (art. 3 del presente accordo) che doveva risarcire gli ex proprietari da questi fondi.

Per quanto riguarda i 500 beni che sono rimasti di proprietà degli optanti, ritenuti fin allora come casi irrisolti dei optanti per la cittadinanza italiana, la questione è disciplinata dal Protocollo del 18 febbraio 1983 tra l’ex Jugoslavia e l’Italia con il quale è definito l’ Appendice “A” dell’Accordo.

Per quanto riguarda le richieste in accordo con la Legge sul risarcimento dei beni espropriati nel periodo comunista jugoslavo, l’art. 10 di questa legge prevede che “il proprietario precedente non è intitolato al risarcimento dei beni espropriati quando la questione del risarcimento è risolta in un accordo internazionale”, com’è il caso proprio con la proprietà degli optanti.

Conclusione:

In tutti i casi in cui si stabilisce il diritto che dipende dalla determinazione se si tratta di proprietà degli optanti, è innanzitutto necessario determinare con precisione il fatto indiscutibile che, si tratti di proprietà che è stata confiscata alla persona che ha dato una dichiarazione opzionale, nonostante quando tale dichiarazione è stata approvata, e che si tratti di beni di proprietà del optante al giorno 15 settembre 1947.