201405.08
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TRASFORMAZIONE DEL DIRITTO DI GESTIONE, UTILIZZAZIONE E DISPOSIZIONE NEL DIROTTO DI PROPRIETÀ

Secondo la Legge sulla proprietà e altri diritti reali (di seguito ZV), entrata in vigore il 1 gennaio 1997, è stata introdotta la presunzione legale che i diritti di gestione, utilizzazione e disposizione iscritti nel libro fondiario sulla proprietà sociale fino al giorno dell’entrata in vigore della legge, sono considerati diritti di proprietà.

Tuttavia, queste disposizioni non si applicano al patrimonio:

– per il quale i beneficiari del diritto di gestione, utilizzazione o disposizione erano le organizzazioni sociali o socio-politiche

– che non era entrato nel capitale sociale delle persone giuridiche soggette al processo di trasformazione ai sensi della Legge sulla trasformazione delle imprese pubbliche

– delle persone giuridiche in proprietà sociale con la sede sociale sul territorio precedentemente occupato, cioè sul territorio della Repubblica di Croazia che è stato liberato.

Trasformazione del diritto di gestione, utilizzazione e disposizione su tale patrimonio è gestita dalle leggi speciali.

  1. DIRITTO DI GESTIONE, UTILIZZAZIONE E DISPOSIZIONE ISCRITTO IN FAVORE DI ORGANIZZAZIONI SOCIALI

La Legge sulle Associazioni del 1997 stabiliva che sugli immobili in proprietà sociale gravati con il diritto di gestione, utilizzazione o disposizione in favore delle organizzazioni sociali, il proprietario diventa la Repubblica di Croazia. Dopo l’entrata in vigore della Legge sulle Associazioni del 2001 è stato deciso che la proprietà delle organizzazioni sociali sarà ritornata ai loro successori legali, apparte la proprietà sindacale.

Tuttavia, se per l’organizzazione sociale non esiste l’associazione sociale che sia il suo successore giuridico, il proprietario diventa l’autogoverno locale della sede della organizzazione sociale.

  1. DIRITTO DI GESTIONE, UTILIZZAZIONE E DISPOSIZIONE ISCRITTO SUI IMMOBILI CHE NON SONO ENTRATI NEL CAPITALE SOCIALE DELLE PERSONE GIURIDICHE SOGGETE AL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE

La Legge sulla Privatizzazione (ZP del marzo 1996) gestisce espressamente la trasformazione di immobili che non sono entrati nel capitale sociale durante la trasformazione delle imprese sociali.

Durante la trasformazione dell’impresa sociale era costituita una società per azioni o società a responsabilità limitata con il proprietario conosciuto in intero. La società costituita nel processo della privatizzazione era riconosciuta il successore legale dell’impresa sociale privatizzata. Con l’interpretazione delle disposizioni della Legge sulla Privatizzazione (del maggio 1991) nel periodo fino all’adozione della nuova Legge sulla Privatizzazione e Legge sulla proprietà è stato tentato di registrare i diritti di proprietà in favore delle società costituite nel processo della privatizzazione anche sugli immobili che non sono stati valutati nel capitale sociale durante la privatizzazione.

Cioè, nel processo della privatizzazione delle imprese sociali è si doveva determinare il capitale sociale dell’impresa e il capitale sul quale sarà eseguita la trasformazione. Al fine di determinare gli immobili che costituivano il capitale sociale della società è stato richiesto di presentare, tra le altre cose, la prova del diritto di utilizzazione. Dato l’instabilità dello Stato in quel tempo, non era sempre possibile consegnare l’estratto della partita tavolare. Al fine di risolvere il problema è stato stabilito che come prova del diritto d’uso sarà riconosciuta anche la decisione della corte e tutti gli altri documenti validi che provano il diritto di utilizzazione. In pratica, nel valutare il capitale sociale, spesso accadeva che gli immobili che non potevano essere soggetti alla valutazione fossero inclusi o che gli immobili che dovevano essere valutati fossero esclusi dalla valutazione.

Accadevano anche le situazioni quando come capitale sociale erano valutate colture o serre, ma non il terreno, che erano valutati gli edifici su terreni agricoli senza il terreno sul quale erano costruiti, o il caso contrario quando come il capitale sociale non erano valutati i terreni che potevano essere valutati, come ad esempio i terreni con i complessi appezzamenti lungo la costa durante la trasformazione delle imprese turistiche. Grandi terreni furono cosi rimasti non valutati. Queste e simili situazioni causavano gravi problemi con la registrazione della proprietà delle imprese create nella trasformazione e gli errori nella registrazione da quali hanno emerse serie di procedimenti giudiziari.

La Legge sulla Privatizzazione doveva regolare la questione dei diritti di proprietà sugli immobili che non erano valutati nella trasformazione, tuttavia, serie di procedimenti giudiziari hanno emerso riguardo all’interpretazione delle sue provvisioni, perché non era chiaro se la proprietà non sottoposta alla valutazione apparteneva allo “Stato” o alle imprese costituite durante la trasformazione.

Il 1 giugno 2006 è stata pronunciata la decisione del Tribunale costituzionale della Croazia affermando che la proprietà non valutata non può diventare ex legge la proprietà delle società successori legali delle imprese sociali privatizzate, senza che il Fondo croato per la privatizzazione non ha condotto il procedimento amministrativo ai sensi della Legge sulla Privatizzazione.

Per la situazione incerta era particolarmente necessario nel più breve tempo possibile regolare lo status giuridico dei cosiddetti terreni turistici la cui superficie ammonta a in circa 100 milioni di m2, che è stato fatto ai sensi della Legge sui terreni turistici e altri terreni edificabili che non erano valutati nella trasformazione e privatizzazione dal 2010.

È stato stabilito che il terreno turistico nei campi turistici, il cui valore non era valutato in intero nel processo di privatizzazione, è di proprietà dello Stato. D’altra parte, campi turistici il cui valore era valutato in parte, sono di co-proprietà dello Stato e della società trasformata, nelle parti ideali proporzionali al terreno e edifici valutati e non valutati.

Per quanto riguarda i terreni su quali è stato costruito un hotel o complesso turistico, è stato stabilito che la società trasformata diventerà proprietaria del terreno e dell’edificio costruito sul terreno quando nella trasformazione e privatizzazione sono stati valutati soltanto gli edifici senza il terreno.

Terreni turistici rimanenti, su quali la società sociale aveva il diritto d’uso, gestione o disposizione, e che non erano valutati nel capitale sociale, diventano proprietà dall’autogoverno locale sul territorio del quale sono situati. I proprietari di edifici e delle infrastrutture su questi terreni acquisiscono il diritto di servitù d’uso e manutenzione di questi edifici e infrastrutture, senza l’obbligo di risarcimento.