201302.04
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TUTELA DELLA CONCORRENZA COMMERCIALE IN CROAZIA

Le regole di concorrenza commerciale si riferiscono alla protezione dalla conclusione dei accordi proibiti, cioè l’impedizione di creazione dei cartelli, impedizione degli abusi della posizione dominante sul mercato e il controllo delle concentrazioni dei imprenditori.

La Legge sulla concorrenza commerciale garantisce le condizioni d’attività commerciale uguali e impone le regole chiare su strumenti consentiti per la concorrenza reciproca. Per l’inforzamento della Legge è competente l’Agenzia per la tutela della concorrenza commerciale. L’Agenzia valuta gli accordi commerciali e identifica l’abuso di posizione dominante sul mercato (la cosiddetta antitrust) e dà la valutazione dell’ammissibilità delle concentrazioni d’imprese

L’Agenzia ha il potere di imporre misure penali e amministrative per imprenditori che violano le norme sulla concorrenza commerciale e svolge anche il programma di trattamento favorevole o l’amnistia per le parti di accordi proibiti che denunciano tali accordi all’Agenzia.

Tuttavia, apparte la protezione nei procedimenti amministrativi di fronte l’Agenzia, è prevista anche la protezione giudiziaria della concorrenza commerciale. Tale immerge nel quadro delle disposizioni della Legge sul’commercio, che vieta la pratica della concorrenza sleale, cioè quelle attività commerciali che violano i buoni costumi d’affari.

Poiché tali attività sono considerate ad esempio: vendita di merci sotto il prezzo di fornitura con la partita IVA; pubblicità o offerta di beni o servizi utilizzando espressioni che l’abusano la reputazione di un altro operatore o di prodotti o servizi di un altro professionista; vendita di prodotti con marchi o informazioni che causano o potrebbero causare confusione della fonte o metodo di produzione, le attività con lo scopo di terminare i rapporti commerciali tra altri commercianti; irragionevole violazione del contratto con un operatore commerciale, al fine di chiudere lo stesso o più favorevole contratto con commerciante, l’esportazione di beni o servizi con il prezzo più basso, che causa danno al altro commerciante che ha già concordato tale esportazione con un prezzo più elevato, dare o promettere un regalo o dei altri utili a un altro commerciante, al fine di ottenere i privilegi che causano danno a un altro professionista o un consumatore, ecc.

Non solo un commerciante che viene danneggiato dalle attività proibite o di pratiche commerciali sleali, ma anche le camere e associazioni d’interesse dei commercianti possono intentare una causa per il risarcimento dei danni in un procedimento giudiziario. C’è un limite preclusivo di un anno dal giorno in cui il ricorrente ha saputo del’atto e l’agente, per la presentazione di tale richiesta, e al più tardi entro tre anni dalla esecuzione dell’atto.

Oltre alla domanda di risarcimento danni, la parte lesa può chiedere per la dichiarazione delle attività commerciali sleali, divieto di ulteriori attività analoghe, la restituzione, l’annuncio di una sentenza nei media, ecc