202003.02
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L’ANNULLABILITÀ

L’ANNULLABILITÀ IN GENERALE

La legge croata sulle obbligazioni (di seguito: ZOO) prescrive che l’esistenza del vizio di volontà durante la stipula di un contratto causa la nullità o l’annullabilità dell’atto giuridico.

L’annullabilità è un istituto giuridico che, rispetto alla nullità, non si verifica dalla legge, è invece necessario accertare l’esistenza del motivo dell’annullabilità e chiedere l’annullamento di tale contratto. Comunque, le parti contraenti hanno la possibilità di rafforzare un tale contratto, che è stato impugnato, con le azioni successivi, quale non è possibile con i contratti nulli. Le parti legittime in questi procedimenti giudiziari possono essere solo le parti contraenti e i terzi non hanno il diritto di chiedere la determinazione dell’annullabilità e l’annullamento del contratto impugnato.

Una volta che il contratto è stato annullato, la parte contraente che ha adempiuto qualcosa ha diritto a un rimborso, e se ciò non è possibile o la natura dell’adempimento dell’obbligazione si oppone al rimborso, tale parte contraente ha diritto a un adeguato indennizzo in contanti. Tale tassa è calcolata in base ai prezzi al momento della decisione del tribunale.

Il termine per il requisito dell’annullamento di un contratto scade dopo 1 (un) anno dal giorno in cui è stato accertato il motivo dell’annullabilità o dalla cessazione della coercizione, ma tale richiesta deve essere presentata entro 3 (tre) anni dalla data di conclusione del contratto.

IL CONTRATTO ANNULLABILE PER ERRORE ESSENZIALE

L’errore essenziale è uno dei difetti della volontà, che, in condizioni legali, provoca l’annullabilità del contratto
L’errore è essenziale:

1) quando cade sull’oggetto del contratto;
2) quando cade sulle caratteristiche essenziali dell’oggetto del contratto;
3) quando cade sull’identità della persona dell’altro contraente, sempre che sia stata determinata del consenso;
4) quando cade sulle circostanze considerate dagli usi del commercio o dall’intenzione delle parti decisive, e la parte in errore non avrebbe altrimenti stipulato un tale contratto.

Nel caso del contratto con titolo gratuito, un errore essenziale, oltre a quanto sopra, è considerato un errore di un’iniziativa decisiva per l’impegno.

È importante affermare che la legge non specifica ciò che è considerato un errore essenziale, ma la decisione se si tratta di un errore essenziale dipenderà dalle circostanze di ciascun caso particolare. Come esempio di una decisione in cui la Corte Suprema (Vrhovni sud Republike Hrvatske) ha deciso che si trattava di un errore essenziale, citiamo un caso in cui una persona anziana e malata ha firmato un contratto di donazione pensando di aver effettivamente firmato un contratto di mantenimento a vita, che il tribunale ha ritenuto fuorviante rispetto alle caratteristiche essenziali del contratto (VSRH Rev 3057 / 1999-2).

IL CONTRATTO ANNULLABILE PER DOLO

Il dolo è anche uno dei difetti della volontà che provoca l’annullabilità del contratto. Il dolo è una situazione in cui una parte contraente induce l’altra parte a essere indotta in errore o la sta tenendo in errore, al fine di indurla a concludere un contratto. In tal caso, la parte ingannata può chiedere l’annullamento del contratto anche quando l’errore non era essenziale.

La ragione per cui in tal caso l’errore non deve essere essenziale è nel fatto che una persona agisce con l’intenzione di ingannarne un’altra, e quindi tale condotta nelle transazioni legali è punita più severamente.

Oltre a un requisito dell’annullamento di un contratto perché è stato stipulato con l’intenzione di indurre l’altra parte a essere indotta in errore, la parte ingannata ha anche diritto a un risarcimento per i danni causati ad essa stipulando un contratto. Secondo la giurisprudenza, questo diritto viene esercitato anche quando il contratto concluso in caso del dolo non è stato precedentemente annullato (VSRH, Rev-646/89).

La legge regola specificamente le situazioni in cui il dolo è commesso da una terza parte. In questi casi, se la parte contraente era a conoscenza o doveva essere a conoscenza del dolo al momento della conclusione del contratto, il contratto sarà annullabile. L’eccezione sono i contratti con titolo gratuito, che saranno sempre annullabili, indipendentemente dal fatto che l’altra persona fosse a conoscenza o avrebbe dovuto essere a conoscenza del dolo commesso da terza parte.

Un esempio dalla giurisprudenza è seguente: l’attore ha stipulato un apparente contratto di compravendita con gli imputati, che, in effetti, era formalmente considerato un’ accordo di garanzia reale a favore di un terzo, fino a quando l’attore ottenga il credito. Tuttavia, in base a questo accordo, gli imputati erano registrati come proprietari degli immobili. In tal caso, il tribunale ha deciso che il terzo ha agito in modo fraudolento, che gli imputati lo sapevano e quindi ha risolto tale contratto (VSRH Rev 501 / 10-2).